I movimenti
Si intende per "movimenti" (mozzi, serie
sterzo, movimento centrale, pedali) tutti quei dispositivi
che trasformano l'attrito radente in attrito volvente
tramite l'uso di sfere e coni, cuscinetti...
La loro registrazione è spesso trascurata
dal biker, e ciò permette ad attriti inutili
e parassiti di intaccare la scorrevolezza del mezzo,
nonchè accorciare la durata dei componenti
stessi, benchè alcuni movimenti siano sigillati,
a cartuccia, o comunque immodificabili nel gioco.
Il movimento si basa sul principio che facendo ruotare
un asse su delle sfere lubrificate (normalmente
tramite grasso) l'attrito è molto minore
che ad esempio su una bronzina, in quanto l'attrito
volvente è molto minore di quello radente
.
La registrazione permette al biker di raggiungere
la migliore scorrevolezza ottenibile da quel determinato
meccanismo, preservandolo dall'usura precoce ed
irregolare tipiche di un movimento scadente o mal
registrato.
Il criterio fondamentale che andrà poi applicato
per la registrazione dei vari movimenti è
che bisogna trovare il miglior compromesso tra scorrevolezza
e gioco del movimento: se il movimento è
troppo serrato, molta energia impressa sui pedali
andrà sprecata per vincere inutili attriti
e porterà ad un eccessivo consumo del movimento.
Viceversa, un movimento che gioca o, come si dice,
"ha del lasco", sarà un pò
più scorrevole di un movimento troppo stretto
ma sempre meno di uno ben registrato, ed al posto
di far scorrere le sfere sulle piste, ce le farà
rimbalzare, producendo così mini-crateri
e deformazioni, inficiando la scorrevolezza stessa
del movimento ( in gergo si dice "puntinare").
Passiamo ora alla pratica, e alla procedura per
la registrazione di ogni movimento.
MOZZI
Anteriore
Dopo aver
tolto la ruota dalla forcella si rimuovono le guarnizioni
in gomma all'esterno delle flangie destinate ad
impedire che sporco e acqua penetrino all'interno
del mozzo, operazione facilmente effettuabile con
le unghie od aiutandosi con un cacciavite piatto
per spingerle verso 1'esterno. A questo punto si
presenta una struttura simmetrica dalle due parti
del mozzo. Più internamente troviamo i coni
forniti di una sagomatura per permetterne la rotazione
con l'opportuna chiave a "sogliola" (la
sagomatura è infatti tanto stretta da impedire
l'uso di normali chiavi spaccate), poi un distanziatore
o delle rondelle, e infine il controdado (FIG.28).

Come si vede dal disegno, nel mozzo ( in questo
caso Shimano, preso come riferimento perchè
è il più diffuso) si trova un asse
cavo e filettato esternamente su cui si avvitano
i coni che costituiscono una delle due superfici.
di scorrimento delle sfere. L' altra superficie
di scorrimento è la calotta, parte integrante
del mozzo situata anteriormente alla flangia, che
funge da sede per le sfere. La pressione più
o meno forte del cono contro le sfere determina
il gioco del movimento, per cui è sufficientè
modificare la posizione del cono solo da una parte
per registrare il mozzo.
In primis, si allenta uno dei due controdadi tenendo
fermo il cono con una chiave a sogliola (la misura
della chiave da utilizzare varia da modello a modello
ed è perciò affar vostro cercare la
chiave di misura appropriata) e svitando il controdado
(FIG.29).

Se si avvita il cono piuttosto che svitarsi il controdado,
provate a tener fermo un cono dall'altra parte del
mozzo (FIG.30).

Svitate e togliete da una parte controdado, cono
e rondelle, estraete l'asse dalla parte opposta
e verificate che le sfere siano bene ingrassate
e non vi siano tracce di sporco, altrimenti estraete
le sfere una ad una senza perderle (contatele prima
di tirarle fuori per poi essere sicuri di averle
rimmesse tutte al loro posto quando rimontate il
mozzo), e pulite sfere e interno delle calotte all'interno
con uno sgrassante, asciugatele con un panno, ri-ingrassate
le calotte e riposizionatevi le sfere. Ora controllate
che la superficie dei coni sia consumata in modo
regolare (una striscia opaca continua), senza che
vi siano zone più consumate o puntinature,
altrimenti sostituite i coni e rimontate il mozzo
(FIG.31).

Per registrarlo avvitate da una parte il cono a
mano fino al contatto della calotta con le sfere,
inserite le rondelle e riavvitate il controdado
a mano fino al contatto con le rondelle.
La parte più difficile viene ora, e a volte
può essere utile farsi aiutare da una seconda
persona. Prendete l'asse del mozzo con le mani per
le due estremità ed esercitate una spinta
alternativa ortogonale all'asse (su e giù
per un pò di volte), tenendo la ruota verticale:
se sentite del gioco, ovvero l'asse che si muove
verticalmente nella sua sede, avvitate a mano od
aiutandovi con la chiave a sogliola il cono senza
ancora toccare il controdado e ripetete l'operazione:
la regolazione ottimale si ottiene in modo da lasciare
un piccolo gioco, tale che quando si rimonta la
ruota sulla forcella, chiudendo il bloccaggio rapido
il gioco scompaia. Il serraggio del bloccaggio rapido
infatti in alcuni modelli di mozzo comprime l'asse
del mozzo e spinge i coni contro le sfere. E' ovvio
che prima di rimontare la ruota sulla forcella è
necessario bloccare il cono nella posizione prescelta
serrando il controdado: operazione da effettuare
però tenendo fermo il cono e anche il controdado
dall'altra parte parte in modo che l' asse non ruoti
modificando la registrazione mentre serrate il controdado
(FIG.32).

Se dopo la registrazione vi accorgete che il gioco
è eccessivo e bisogna serrare troppo stretto
il bloccaggio rapido per eliminarlo, tenete fermo
un controdado ed avvitate l'altro per diminuire
il gioco. Tenete conto che se possedete una forcella
ammortizzata il serraggio del bloccaggio rapido
dovrà essere molto stretto per vincolare
meglio la ruota alla forcella e permetterle di lavorare
meglio.
Posteriore
La registrazione del mozzo posteriore avviene con
la stessa procedura, con le uniche differenze che
le dimensioni delle chiavi necessarie sono diverse
e che la registrazione deve avvenire obbligatoriamente
dal lato opposto al pacco pignoni.